Nel 2009 le elemosina agli orbi ancora in voga. Ma via sms!

Sta girando una serie di articoli e circolari, da parte dell’unione ciechi, secondo cui inviando un sms a un certo numero, si donano 2 euro all’associazione per favorire i pluriminorati.
Peccato però che, spesso e volentieri, come in tutte le campagne delle grandi associazioni, si danno i soldi ma non si sa mica tanto dove vanno a finire! E’ un magna-magna continuo, poi pensando che ci sono gli orbi di mezzo, suona ancora più da elemosina e la cosa mi fa parecchio rabbia perché io stessa conosco persone con pluriminorazioni, ma che nonostante le campagne di solidarietà, a loro direttamente i soldi proprio non arrivano mai, e rimangono soli a farsi il culo per chiedere anche un minimo aiuto.
Perciò io dico, anziché mandare sms al numero 48 e rotti, perché non li mandate a me sul numero wind! 300 sms al giorno + un’ora di telefonata (tengo appoggiato il telefono al tavolo chi se frega mica devo parlare!) da numeri di operatori diversi da wind, ogni giorno mi guadagno 6 euro e in una settimana mi risparmio pure la ricarica che adesso faccio una volta al mese e così i soldi li spendo in modo + costruttivo! :)
il mio numero 3287… no dai scherzo mica son pazza da lasciare il numero sul blog!
Incollo comunque un articolo scritto dall’amico Davide, che nonostante si possa pensare porti acqua al proprio mulino perché ha un’azienda, non dista affatto dai miei pensieri. Anzi.
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Singolare esperienza in treno: zaino scambiato per un cane

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Sabato e domenica 3 e 4 ottobre sono uscita fuori città, per il week-end e ho dovuto affrontare un viaggio in treno. Assistenza ferroviaria di trenitalia, è passato tutto liscio, nessun problema all’andata.
Al ritorno, ho vissuto un’esperienza abbastanza singolare: c’era una capo treno donna, che sembrava molto gentile e rassicurante. Mi chiede se avevo bisogno di aiuto, mi dice di stare tranquilla che a mestre arrivava regolarmente l’assistenza e mi avrebbero avvertita.
Arrivati a destinazione, la capo treno si avvicina a me in modo molto scostante; sempre gentile, ma teneva le distanze. A un certo punto, tocca con il suo piede il mio zaino, che stava davanti alle mie gambe; si gira dall’altro lato, verso l’uscita, e dice: o dio il cane.
Sinceramente, mi preoccupo! Siccome durante il fine settimana ho incontrato e fatto giocare un cane di grossa taglia, pensavo di essere in qualche modo sporca, di puzzare parecchio da cagnone anche se l’animale era pulito, gli ho dato anche un bacio sulla capocciona e non puzzava assolutamente; allora, mi giro verso dove sentivo la voce e chiedo: prego?
La capo treno rientra dalla porta della carrozza e rimane ferma, senza entrare completamente nello scompartimento; e mi dice: “Signorina, per cortesia, tenga fermo il cane, io ho paura”.
E io prontamente ho risposto: !certo che lei è presa molto bene, se non sa distinguere un cane da uno zaino! E anche se fosse stato un cane, ci avrei preso ancora + gusto se lei c’ha paura!
Ma io dico:
mi si spiega il motivo scientifico per cui una persona che ha paura dei cani viene messa a lavorare in un ambiente come le ferrovie, specie il personale viaggiante, dove ci sono molte probabilità di incontrare cani, soprattutto se cani per disabili?
Quelle persone là dovrebbero starsene in un ufficetto buone buone a rispondere al telefono e non rompere i coglioni al mondo, oppure, se proprio vogliono un lavoro gratificante in mezzo alla gente, si curino prima la loro paura dei cani, generata magari da un barboncino nano che gli ha morso il dito mignolo del piede sinistro. Gli psicologi sono pagati apposta.

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Solo questione di verbi

Noi ciecati non ci dobbiamo lamentare se le persone parlano di noi usando frasi fatte, pietismo e parole fuori posto; spesso siamo noi a volerle, con il solito discorso del tacito assenso.
Oppure, ciò che mi fa più tristezza, è che noto nello stato d’animo di alcuni ciecati una sorta di illusione e quasi atteggiamento lusingato nei confronti di chi usa certe espressioni assolutamente sbagliate e degradanti, e che non fanno altro che confondere ancora di più le idee a tutti, ciechi e no.
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Ce la posso fare

Sono felice di essere riuscita a far partire, dopo diverse vicissitudini, un progetto sul quale credo molto, che si occupa di prevenire la dipendenza da internet, nell’ambiente di disabili e anche no; un fenomeno, quello della dipendenza dalla rete, che spesso viene minimizzato, temuto o addirittura ridicolizzato; se ne parla poco, e male. E quando se ne parla spesso e volentieri ci sono articoli di psicologi e studiosi vari, al limite dell’incomprensibilità che per il genitore medio, o l’utente medio, suonano come la classica carrellata di paroloni medici o peggio il potere denigratorio della carta stampata nei confronti di Internet.
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io non sono diversamente abile: sono cieca e puzzo

Ebbene sì.
A tutti coloro che, per convenienza o per chissà quale altro motivo vogliono darmi della “diversamente abile” dico che io non sono una diversamente abile, io sono cieca, anzi ciecata. E puzzo pure.
Su Italian bloggers ho scritto tempo fa un articolo in merito al discorso diversamente abili, argomento che già ho trattato ampiamente qui sul ciecomatto; e un commentatore tale sepoina in saor sempre su italian bloggers mi ha definito paranoica. Ora, a parte che le sepoine (seppioline) le preferisco di gran lunga alla griglia perché in saor (con la cipolla) poi puzza l’alito, il paranoico è chi crede di offendere chiamando una persona disabile col proprio nome: CIECO SORDO ZOPPO e quant’altro e inventandosi di conseguenza i nomi strani.
Sarà anche vero che ci sono disabili che a sentirsi dire disabili si offendono, ma non sono tutti così perciò smettiamola con questi neologismi del cazzo. Dando per assodato il concetto che bisogna rispettare l’una e l’altra parte, chi si offende e chi no, perché non dire “persona con disabilità” che non offende nessuno?
Al diavolo, anzi, all’angelo diverso, chi si ostina a usare il politically correct.

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Vergini di Norimberga

La Vergine di Norimberga, o fanciulla di ferro, è un terribile strumento di tortura del periodo medievale utilizzato dal tribunale dell’inquisizione, anche se altre fonti dicono che sia stato usato anche dopo… ma è un illuso chi pensa di trovarlo oramai soltanto nei musei e questo non solo perché dà il nome al gruppo musicale degli Iron Maiden, termine inglese che definisce proprio la fanciulla di ferro, il grosso problema è che le vergini di Norimberga sono tra noi, in carne ed ossa, di sesso maschile e femminile. E, come lo strumento di tortura, ci si accorge che queste persone non sono ciò che sembrano, solo troppo tardi.
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Duca: per non dimenticare

errore: Duca è stato trovato l’11 settembre, non agosto. sorry…
26 settembre 2008: dopo un mese e mezzo di indicibili sofferenze, in una clinica in Campania si spegne Duca, un cane a cui un gruppo di criminali ha buttato addosso del vetriolo, riducendolo in fin di vita, e uccidendo un’altra cagnolina, Nala.
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Il cieco matto e il diavolo – terza puntata

Dopo molto tempo, ritorna il ciecomatto e il diavolo con la terza puntata. Buona lettura!
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Twitter con un’interfaccia più accessibile

Io premetto che uso twittertwitter già da un annetto, o forse meno chi si ricorda. Fatto sta che ho sempre utilizzato il sito twitter.com senza particolari problemi.
In ogni caso, ci tengo a segnalare un sito fatto da uno sviluppatore americano chiamato accessible twitter che permette delle funzioni in più, io non ho avuto tempo e modo di girarlo tutto ma mi permetto di copiare la recensione che ho trovato in una newsletter chiamata press-in, del progetto lettura agevolata, comune di Venezia.
buona lettura.
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Il cieco matto e il diavolo – seconda puntata

dov’eravamo rimasti: ciecomatto chiede al diavolo chi DIAVOLO è, lui gli risponde, “sono il diavolo!”
Anche questa puntata funziona come l’altra: saranno ben accetti commenti, eventualmente anche per darmi nuove idee su come proseguire e con tutti i mezzi possibili: facebook, blog, twitter e anche via diavolo. :)
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