Non li perdonerò mai

Questo è il mio blog, quindi, non vedo il motivo di non esprimere i miei sentimenti personali anche quelli negativi.
Ebbene, ci sono delle persone che non perdonerò mai perché, non mi interessa se lo hanno fatto volontariamente o meno, ma mi hanno impedito di aiutare una mia amica che ora non c’è più. Non hanno mai capito che lei aveva pochissimo tempo, io da parte mia ho fatto tutto il possibile ma non riuscendo da sola, ho dovuto chiedere aiuto. Aiuto che, invece, non è mai arrivato da nessuno.

Avevo chiesto a più persone che mi si aiutasse a trovare e imparare a usare il software Dragon Naturally speaking, quello che serve per interagire con il computer tramite la voce: io parlo, lui esegue.
Il fatto è che, per i dolori alle mani, questa mia amica via via che passava il tempo, aveva sempre più difficoltà a interagire con la tastiera e, con l’andare dei giorni e delle settimane, mi accorgevo che faceva sempre più fatica a scrivere, con sempre più errori di battitura e testo disarticolato; praticamente, anche se erano contatti epistolari, mi rendevo conto della grave situazione, mi rendevo conto che una persona a cui volevo bene si stava spegnendo ma nonostante tutto cercava in ogni modo di trovare la forza lo stesso per farmi sentire che c’era e non aveva intenzione di arrendersi.
E’ chiaro, un programma per computer non avrebbe assolutamente cambiato il corso delle cose; la malattia grave era e grave restava. Il tempo per questa ragazza sarebbe stato poco comunque, però, quello che voglio che si capisca, è che c’è modo e modo di vivere il poco tempo che resta. Certo gli ultimi tempi era avanti indietro per gli ospedali però, quando era a casa, chiaramente era oggettivamente impossibilitata a uscire e avere degli hobby come tutte le sue coetanee, ed il computer era il suo unico passatempo. Perciò, sapendo che provava dei dolori fortissimi alle mani e sapendo che invece la voce era integra, perché non darle la possibilità di sfruttare la voce per poter interagire con il suo passatempo senza dover ogni volta che premeva un tasto provare dei dolori?
Ecco. Grazie di cuore a tutte queste persone che, questa cosa, non l’hanno compresa. A tutti quelli sani, senza alcun tipo di malattia né disabilità, che già nel 2008 non hanno capito l’urgenza. Tutti quelli che corrono quando si tratta di inoltrare una catena di sant’antonio che parla di un bambino malato che è già guarito o morto da un pezzo, oppure peggio, di un bambino malato che non esiste. Tutti quelli che mandano l’sms da 2 euro destinati all’unione ciechi oppure alla lega anti vivisezione, tutti quelli che dicono che a natale hanno mandato soldi per i bambini del bangladesh, però quando una loro conoscente reale ha chiesto un aiuto, cioè io, hanno sempre detto “scusa, non ho tempo, scusa sono stato sempre impegnato con il lavoro, sai mi sta per nascere un figlio”. Certo se quest’aiuto fosse stato per me e basta avrei detto amen, non importa; ma era per una persona che aveva davvero poco tempo e a questi, nella loro mentalità di persone “che scoppiano di salute”, il concetto non è passato.
Ora è tardi per chiedere scusa, ora io spero che queste persone si possano portare questo peso sulla coscienza, sempre se ne hanno una, il peso di non aver dato un piccolo contributo per permettere ad una persona di alleviare, anche se di poco, la sua sofferenza fisica.
Augurare il male non serve a niente, istintivamente mi verrebbe da augurargli di tutto, ma non è così che si risolvono i problemi, non è la rabbia che fa passare il dolore per la perdita di una persona e per non averla abbastanza aiutata; semplicemente queste persone sappiano che io non le perdonerò mai, che non mi considererò mai più amica loro e non gli darò la mia fiducia manco a pagarla. Per loro non cambierà assolutamente nulla com’è giusto che sia, ma cambia per me, che sono più consapevole.

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2 risposte a Non li perdonerò mai

  1. LenAine scrive:

    Brutta storia.. e anche se sono passata qui solo per caso e non ti conosco mi spiace.. mi spiace non solo per te e per la tua amica, mi spiace di vedere l’indifferenza delle persone, soprattutto se t’aspetti che ti siano amiche e quindi vicino nel momento del bisogno.
    Leggendo questo post ho pensato a un collega di mio padre.. papà mi raccontava come invece sia morto non solo nell’indifferenza, ma persino nel sadismo puro, gli è stata calpestata la dignità nel suo ultimo giorno di vita.. non dagli amici e consocenti grazie al cielo, ma questo per dirti che purtroppo.. è vero, sono realtà.. e abbastanza crudeli..
    ..però.. fossi stata lei, sarei stata felice e orgogliosa di sapere che almeno tu non l’hai lasciata sola, pensa a questo. Pensa che tu non l’hai delusa. E che anche se non hai potuto darle quel programma a comando vocale per computer, hai potuto darle tè stesso.

    Condoglianze..

    A.

  2. talksina scrive:

    magra consolazione proprio! Io in colpa non mi ci sento perché ho fatto tutto quello che nelle mie potenzialità ero in grado di fare; ma quegli altri che non mi hanno permesso di fare di +, possa capitargli di tutto.
    Non è mica il non avermi aiutato in sè che mi rompe, è il fatto che mi hanno indotto a contare su di loro, dicendomi di sì che mi avrebbero aiutato, e poi non l’hanno fatto. Un no, sicuramente, mi avrebbe permesso di andare a cercare altrove.

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