Oggi è il 9 del 9 del 9. 9 9 9, che girato diventa 6 6 6; il numero del diavolo perciò ne approfitto per far partire la serie sperimentale “il cieco matto e il diavolo”.
La storia-parodia è ispirata a fatti reali che accadono alla mia persona, oppure a cose che sento in giro nell’ambiente ciecato, e ripercorre le vicissitudini di un personaggio fittizio, il cieco matto, che per superare gli ostacoli posti dalla sua condizione (di cieco o di matto?) scende a patti con il diavolo però, c’è sempre un però! Attenzione, non si vuole in alcun modo copiare le idee del pianeta ciecagna, è tutta un’altra cosa.
La parodia è fine a se stessa, non c’è lo scopo di prendere in giro situazioni o persone reali l’unico fine è quello di far capire a chi legge, tramite lo scherzo, ciò che è realtà e ciò che è luogo comune, far comprendere ai vedenti come ci si deve comportare con i ciechi e viceversa.
Dopo il salto, la prima puntata: è auspicabile la conversione in audio.
IL CIECO MATTO E IL DIAVOLO
Puntata #1. Conosciamoci
C’era una volta, e c’è anche adesso, e ci sarà anche in futuro, un cieco matto. Uno di quelli che, oltre a non vedere, sente le voci. Anzi. Lui è dotato di super poteri, perché vede ciò che i vedenti non possono vedere, e sente ciò che tutti gli altri non possono sentire. Ecco. Questo cieco matto vive a casa con la mamma vecchia decrepita, che nonostante lui abbia già quarant’anni suonati, gli prepara ancora il latte col biberon perché lei, solo lei, crede ancora che sia un bambino piccolo, da accompagnare anche in bagno perché “occhio allo scalino che è pericoloso” e per questo, spesso e volentieri, il cieco matto la chiamava la strega di Raperonzolo, e si sentiva bloccato dalla maledizione di non riuscire nonostante tutto a togliersela dai piedi.
Una notte come tante, però, succede qualcosa. “è ora che ti muovi, io posso aiutarti!” gli dice una voce in sogno.
Cieco matto cerca di capire chi è, ma i suoi super poteri non glielo consentono. “chi sei?”
Nessuna risposta.
“Alzati e seguimi!” gli intima quella voce tuonante. Senza pensarci due volte, Cieco matto si alza dal letto, prende il suo fedele bastone bianco, e si accorge che sull’impugnatura c’era una testa con le corna. Da dove salterà fuori? si chiede, ma inizia a muoversi ugualmente verso la porta.
Sua mamma, sentendo la porta aprirsi, si alza: “o dio mio figliolo che succede stai attento a dove vai!”
“non ascoltare! Non ascoltare!” risuona nelle orecchie di ciecomatto. “tu mi devi seguire! Vai avanti e non ascoltare!”
Boing… Ciecomatto urta contro la porta d’ingresso, sbarrata. Sorprendentemente però, nonostante avesse sbattuto, ciecomatto non si è fatto male anzi, si accorge di essere riuscito a passare dalla porta senza aprirla!
“Hai visto, se mi ascolti puoi avere ancora più poteri!” ripete la voce sconosciuta.
“ma tu chi diavolo sei?” chiede il ciecomatto, stupito di quanto gli stesse succedendo.
“io sono, io sono, insomma ti sei risposto chiedendomelo. Sono il diavolo in persona!”
Fine prima puntata
Il cieco matto e il diavolo prima puntata
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Be’, se questa è la prima puntata, aspetto anche le altre!
Già essere riuscito a sfuggire alle grinfie della perfida madre è un eccellente risultato
Cmq, a parte gli scherzi, la prima condizione per diventare autonomi è non trovarsi in presenza di genitori e parenti prossimi, in molti casi. A meno che uno non sia autonomo già per conto suo, ma se è solo (o ha abbastanza buon senso di arrangiarsi da solo senza chiedere troppo) è sempre meglio, almeno per l’acquisizione di un’autonomia decente.
Va be’, ora vado a cercare la testa di diavolo da mettere in cima al bastone, in aggiunta al verso di Dante:”Per non smarrirsi e per non dar di cozzo”.
alberto tu ti sei dimenticato un particolare però questo non è cieco, questo è cieco matto! Nel racconto si chiamerà sempre e comunque cieco matto non verrà mai chiamato cieco e basta.
Questo cieco matto verrà istigato dal diavolo a fare tutto quello che un ciecato non deve fare. E prenderà in giro anche dare devil, cioè pare che questo “giustiziere” serial killer cieco sia stato inventato apposta per darmi filo da torcere a me non so se rendo.
Non vorrei però che si travisasse il senso della parodia, tipo che essere autonomi porti al male o cose del genere, anzi, ripeto che serve per sfatare i luoghi comuni e quindi che i genitori non devono esser troppo protettivi, che anche se i genitori sono protettivi gli orbi devono ragionare con la loro testa, ecc ecc ecc.
La seconda puntata non so quando la metto su
intanto dovrei creare l’audio della prima e ficcarlo su audiomontaggi.net
No, mi hai smascherato!

Leggendo fra le righe l’intento parodico è chiarissimo, e difficile da travisare in qualche modo, almeno per me…
Be’, sì, questo è cieco e matto, ma io mica ho mai detto di essere normale!
L’iniziativa è decisamente carina, quindi spero possa andare avanti… se ti serve qualche idea, io sono qui, anche se esperienze da raccontare non ne ho molte, sicuramente meno di te.
Sarei curioso di leggere cosa potrebbe farne anche Simone, di un’ambientazione del genere… ma è una tua iniziativa, quindi sei tu che devi decidere come gestirla.
Uff, odio i commenti che finiscono con pezzi seri… va be’, grazie della segnalazione tramite messaggio d’umore di skype, era un po’ che non guardavo i feed.
il fatto è che non serve avere grandi esperienze, visto quello che si legge e si sente in giro sui ciecati tra articoli di giornali, liste e quant’altro si possono trovare quante cose si vogliono. Si prendono episodi eclatanti e si esagerano! La mia idea era anche che, eventualmente, se qualcuno vuole dare le proprie idee per il seguito della storia, le può scrivere nei commenti delle varie puntate e poi se funzionano le seleziono.