Gli antichi romani dicevano “scripta manent, verba volant”. Tradotto, script a mano, verbi che volano…
No, tradotto, ciò che è scritto resta, le parole volano (si dissolvono). Ecco. Per cui onde evitare equivoci in futuro, lo scrivo qui nel mio blog, il modo in cui voglio ci si comporti con me, di modo che la gente non possa dire “ma io non lo sapevo”.
Spesso e volentieri capita che, chi non è disabile, si senta in dovere di proteggere in ogni situazione l’amico, familiare o conoscente disabile. Più o meno grave che sia la disabilità.
Comportamento che seppur tenuto in buona fede, molte volte arriva a dare parecchio fastidio al disabile stesso. Specie quando la protezione non è richiesta.
A me capita molto spesso, su internet, di scherzare con altri disabili che conosco personalmente, ciechi e anche no, nello stesso identico modo in cui scherzo in reale. Se non talvolta, addirittura peggio.
La maggior parte delle volte, lo scherzo fila liscio; gli estranei che leggono lo prendono come scherzo, c’è chi ride chi no, ma ci si limita a pensare: “quelle persone si conoscono, scherzano così perché si possono permettere di farlo, non condividiamo/capiamo e diciamo anche che secondo noi lo scherzo è di cattivo gusto, ma stiamo al nostro posto perché alla fin fine son cazzi loro e noi non conosciamo la confidenza che permette loro di scherzare così”.
Invece talvolta, mi capita di fare i conti con dei terzi che si mettono in mezzo tra me e la persona con cui scherzo, spesso e volentieri a sua insaputa. Persone che sono o amici o familiari dell’interessato, che io li possa conoscere più o meno a fondo non ha importanza, i quali senza che l’”oggetto” dello scherzo abbia chiesto loro nulla, o manifestato disagio a loro per il mio comportamento, pensano di mettersi nei panni della persona scherzata e mi rimproverano per esser stata di “cattivo gusto”, o peggio perché secondo loro io me la prendo con chi è + debole di me, che i miei scherzi non vanno fatti in pubblico (su internet) perché gli amici della persona interessata poi pensano che ciò che io dico è vero, che è questione di decenza/sensibilità…poi scopro sempre che la persona dalla sensibilità “violata” dalla battuta mia, non è il target dello scherzo, ma questa terza persona che non c’entra un cazzo con noi e che è intervenuta, in nome del legame, della protezione, verso chi ha subìto da me lo scherzo. Però, poi vengono a dire che “nella vita reale scherzare va benissimo”. Io invece, mi dispiace per loro, ma sono una persona spontanea. Sono me stessa nella vita reale, e sono me stessa nei blog, forum, chat, facebook e simili. Perciò, le persone con cui scherzo in reale, non vedo perché devo trattarle con i guanti bianchi su internet. E viceversa. Non vedo perché mi devo vergognare di scherzare con altri disabili, o impedire ad altri di scherzare con me. Per carità, nessuno si deve fare problemi a dirmi se secondo lui faccio una battuta di cattivo gusto su internet, ma se la cosa coinvolge una terza persona, non me lo si dica in separata sede, ma lo si faccia vedere anche all’interessato in modo che lui per primo possa avere la possibilità di dire, a me o a chi lo sta proteggendo, chi sbaglia. Perché è solo chi ha subìto lo scherzo che, alla fine, ha il diritto sacrosanto di approvarlo o meno.
Ebbene, tutte le volte che mi è capitato in 11 anni che ho internet di dover subire i cosiddetti “benefattori non richiesti” nei confronti di terzi, mi sono difesa come ho potuto perché non mi piace passare da carnefice dei deboli ma, qui lo dico e qui sottoscrivo, io non accetterò mai e poi mai né in reale né su internet, che qualcuno si frapponga, non richiesto, tra me e i miei amici. Specie se a mia insaputa, dietro le mie spalle; qualora qualcuno lo facesse significherebbe che non mi conosce a fondo, che di me non ha capito nulla e di conseguenza, la cosa non mi farebbe assolutamente piacere.
Se uno si ritiene mio amico, e vede uno scherzo a suo parere malevolo nei miei confronti su internet, a me fa piacere se da amico vuole difendermi, ma lo faccia davanti a me, non dietro.
Disabilità e protezione
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