ott 03 2008

Finalmente l’orologio!

Categoria: gens ciecata sumus - info su scacchi e ciechitalksina @ 17:32

Dopo lunga assenza, causa periodaccio da dimenticare (scacchisticamente e personalmente parlando) riprendo a scrivere nel blog. Oggi per parlare dell’orologio meccanico (clicca per vedere la foto.
L’associazione scacchi treviso

babel dvd

mi ha regalato questo oggetto infernale: “tu ti compri l’orologio, rimarrà tuo, e questa spesa sarà la tua quota d’iscrizione per il 2009″. Come potevo rifiutare? 70 euro ben spesi!

Sono sempre stata curiosa di capire come funzionasse. Ogni volta che giocavo a scacchi di persona al circolo, c’era sempre questo tic tac da orologio meccanico che un po’ mi inquietava; e Carlo, l’arbitro, mi diceva sempre che il gioco doveva essere anche dipendente dal tempo per cui l’orologio era fondamentale.
Ma com’è fatto questo affare?
Mi sembra di essere tornata indietro a 25 anni fa, quando c’erano ancora i giocattoli con la carica! Si tratta di una scatola rettangolare, di legno, con 2 sveglie tattili incorporate dentro, una a fianco all’altra, a formare un 8 messo in orizzontale, e 2 pulsanti in alto, uno per ciascuna sveglia; naturalmente le sveglie hanno le lancette visibili, e i numeri a rilievo, sulle ore 12 c’è una bandierina che si alza appena la lancetta dei minuti tocca mezzogiorno in punto e poi questa bandierina casca, per indicare la scadenza del tempo mentre sulle ore 3, ci sta una specie di segno “+”, una croce con tutt’e 4 i bracci uguali, che gira su se stessa, è l’indicatore dei secondi. Come detto, sulla parte superiore della “scatola” di legno, rispettivamente sopra ognuna delle sveglie, c’è un pulsante tondo. Premendo quello che sta da una parte, si alza quello che sta sull’altra; mentre sul retro, ci sono in corrispondenza delle sveglie, 2 ciondoli di grandezza uguale a quelli anteriori, che hanno una rotellina che serve a regolare l’ora, e una chiavetta che serve per caricare l’orologio, proprio come si faceva con i carillon; entrambe le manopole posteriori, vanno girate in senso orario.
L’orologio da scacchi, funziona così: una delle 2 sveglie indica il tempo del giocatore bianco, l’altra quello del giocatore nero.
Stabilito (dall’arbitro o da chi organizza il torneo) quanto deve durare una partita, il tempo scade quando la lancetta dei minuti passando il 12, fa cadere la bandierina: non appena ciò accade, il giocatore a cui il tempo è scaduto, avrà perso la partita al pari di uno scaccomatto.
Posto per esempio che il bianco ed il nero abbiano 15 minuti ciascuno per pensare la mossa, su entrambe le sveglie la lancetta dei minuti sta sulle 9. Di solito per estetica quella delle ore si mette alle 5, quindi visivamente risulta come se l’orologio da ambo i lati indicasse le 5 meno un quarto.
Ma poi in realtà, anche se quella delle ore è impostata sulle 2 o le 4 o le 6…non dovrebbe cambiare gran che. L’importante è che quella dei minuti stia su “meno un quarto”.
Bisogna innanzitutto, prima di iniziare, controllare che i 2 pulsanti siano entrambi alzati in modo uguale, e l’orologio sia fermo – se è in azione, a seconda di quale pulsante è premuto, l’orologio coinvolto fa tic tac mentre per quanto riguarda la carica, si riconosce dalla resistenza più o meno forte che fa la chiavetta quando si gira in senso orario: più fa resistenza, più l’orologio è carico perciò è da lasciarlo stare, ultriori giri potrebbero sciupare la molla.
Si mette l’orologio in modo tale che i 2 pulsanti siano rivolti uno verso ciascun giocatore
Il nero preme il pulsante rivolto verso di sè prima di iniziare, questo azionerà l’orologio del bianco il quale aprirà la partita con la sua mossa.
Dopo aver mosso, il bianco a sua volta premerà il pulsante rivolto verso di sè, che azionerà l’orologio del nero, e così via.
E’ ovvio che a ogni errore, o ogni volta che ci si dimentica per qualsiasi motivo uno dei 2 pulsanti schiacciati, è tempo perso, che andrà a proprio svantaggio e, come detto prima, quando la lancetta dei minuti arriverà alla bandierina e la farà cadere, sarà alla pari di uno scaccomatto.
Un po’ come l’effetto della pallina che fa scattare la trappola alla fine del disco, nel film “basil l’investigatopo” guaia a chi non lo ha visto almeno una volta da bambino.download interpreter the dvd

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