Colgo al volo l’iniziativa del collega blogger Bradipo, discussa nel suo articolo “diversamente razzisti” e lancio la campagna “politicamente scorretta”:
Tu sei diversamente cosa?
Io, oltre ad esser diversamente vedente, nel senso che non vedo una mazza, c’ho anche i capelli diversamente puliti e il problema è che resteranno così a tempo indeterminato; sono onti!
Chi vuole aderire alla campagna, risponda nei commenti alla domanda fatidica:
tu sei diversamente cosa?
set 10 2008




















settembre 10th, 2008 alle 16:54
Favoloso!!!
Aderisco entusiasticamente a questa ed altre inviziative “politicamente scorrette” di cui mi auguro questa sia solo il preludio.
Saluti da colei che si firmava diversamente bionda nel blog del Bradipo (ma che volendo é anche diversamente settentrionale, diversamente fascista ecc.).
settembre 10th, 2008 alle 17:01
adesso sono diversamente tranquilla (ossia incazzata) con un gruppo di colleghi che sono davvero diversamente saggi!
PS una volta mi è proprio capitato a un convegno di alzarmi in piedi e dire “avete visto quale sole diverso c’è fuori?”
pioveva a barili!
settembre 10th, 2008 alle 17:10
Io potrei dire un sacco di cose; andiamo con ordine:
sono diversamente basso
sono diversamente magro
ho un carattere diversamente mite (sono incazzoso!)
sono diversamente negativo all’hiv
Sono diversamente bravo a scacchi – ELO 750.
sono diversamente puntuale, perciò scappo a casa!
settembre 10th, 2008 alle 20:45
Maledetta Talksina!
non faccio in tempo a trasferirmi da una città all’altra (al momento faccio doppio lavoro) che già hai pubblicato il tutto!
Mica per altro, giusto mezz’ora fa in treno mi è venuto in mente il titolo della campagna politicamente scorretta che volevo comunicarti/suggerirti:
“DIVERSAMENTE ALIBI”
Sottotitolo qualcosa del tipo: “per fugare ogni alibi ipocrita e razzista”
Ti abbraccio calorosamente
diversamente profumato (e dopo tre ore di treno non potrebbe essere altrimenti)
Bradipo
settembre 11th, 2008 alle 11:31
W il politicamente scorretto e il diversamente ipocrita! Ribadisco fieramente il mio essere diversamente settentrionale!!!
iniziativa grandiosa!
vi faccio tristemente notare che da un pò di tempo stanno cominciando a ribattezzare anche le professioni, l”operatore ecologico’ ne è un esempio. Tra un pò introdurranno anche la definizione di ‘diversamente occupato’ per chi purtroppo non ha lavoro, così potranno dire di aver risolto la piaga della disoccupazione…
chiudo, ricordando al Bradipo che non cerchi alibi “ferroviari” per giustificare il suo essere diversamente profumato! ah ah ah!
vi saluto, con la promessa di aggiornare a breve la lista delle mie diversità!
settembre 12th, 2008 alle 13:57
Diversamente donna, normalmente lesbica.
larthia
settembre 12th, 2008 alle 14:11
no in questo caso si direbbe…”diversamente etero!”
Il nero è diversamente bianco, l’omosessuale è diversamente etero…uomo o donna che sia
settembre 13th, 2008 alle 07:49
c’è chi dice che invece è giusto dire “diversamente abile”, fatti suoi.. io sono “diversamente zombie”, “diversamente marchiata”, “diversamente ferma”, “diversamente zitta”, “diversamente terrestre”, ecc. fino a “diversamente morta” solo perché sono profondamente e veramente una “diversamente infattamente”, per incidente purtroppamente, ciao Blindsight
p.s.: ho un cane guida “diversamente dormiglione” da un po’ di giorni, e sono già qui, così “diversamente sveglia”…
novembre 3rd, 2008 alle 10:17
Ditemi voi come deve essere ciamata una persona affetta da una qualsiasi patologia o infermità.
http://www.ilmid.it
novembre 3rd, 2008 alle 11:02
sono la ragazza di http://www.ciecomatto.net. Non mi piace affatto la definizione “diversabile” “diversamente abile” denota una gran falsità. Denota che una persona prova pietismo verso chi ha la disabilità e io lo dico da persona disabile (sono cieca) non provo alcuna offesa a sentirmi chiamare cieca perché caspita, è quello che è. Io non sono “diversamente abile” non ci vedo cavolo questo o lo si vuole accettare (gli altri, soprattutto, senza pensare di nasconderlo dietro a qualcosa) oppure non so davvero cosa dirgli. “diversamente abile” è come dire a un nero che è “diversamente bianco”
Ma con le persone dalla pelle nera, si fa ben di peggio
Non si dice persone dalla pelle nera si dice persone “di colore” ma “di colore” che cosa vuol dire? NIENTE. Colore de che?
Il nero non è l’unico colore di pelle differente dal bianco che esiste al mondo; ci sono anche quelli che hanno la pelle gialla, olivastra, i mulatti, però guardacaso a uno giallo lo si chiama “orientale”, cinese coreano o giapponese che sia, a uno che ha la pelle nera come il carbone gli si dice “di colore”. Come se dire NERO fosse offensivo.
Certo “negro” suona strano, suona come un’etichetta. Però “uomo dalla pelle nera” non mi sembra assolutamente un’offesa ma una definizione di quello che è. Non vedo perché a uno che ha i capelli neri gli si possa dire “moro” ma a uno che ha la pelle nera, dirgli “nero” possa suonare offensivo! La verità è che la nostra cultura non accetta il nero e lo vuole far vedere anche nel linguaggio, pensando di “tutelare” chi è nero ma in realtà si dice “di colore” perché si ha paura di dire nero come se si volesse pensare all’uomo nero come l’uomo cattivo invece alla fine il nero e il bianco sono solo dei colori e basta.
Per i disabili è lo stesso.
A me dà molto molto + fastidio sentirmi dire “diversamente abile”, come per la serie “tu nonostante tutto ce la fai”, è il ‘nonostante tutto’ che mi dà fastidio. Come se si volesse in qualche modo far capire agli altri che tendenzialmente quella disabilità possa rendere impossibile a vivere nella società, perciò vada messo in evidenza che quella persona ce la fa, quando, invece, quella persona “facendocela” fa ESATTAMENTE il proprio dovere come tutti, disabili e non.
Il termine “handicappato” è forzato nel senso che è un inglesismo; handicap vuol dire mancanza in realtà, e sinceramente, smettiamola di pigliarci per il naso, se a me manca la vista, mi manca e basta non c’è assolutamente niente di male nel dirlo; non è una cosa triste, che fa star male, è così e basta.
Che poi qualche ignorante abbia attribuito a “handicappato” un termine di svantaggio sociale + che fisico, non è certo colpa nostra. Ma per me lo svantaggio sociale (che, ricordiamolo, potrebbe esserci o anche no dipende dal CARATTERE della persona disabile), viene + evidenziato dicendo “diversabile/diversamente abile” piuttosto che parlando di handicappato o, in italiano corretto, disabile.
So che nei libri di psicologia ti spiegano “handicap=svantaggio sociale, disabilità=patologia fisica/mentale” però alla fine, nella realtà dei fatti, l’handicap non è altro che la traduzione inglese di disabilità OK disability ma alla fine è un concetto solo virtuale, perché -almeno io parlo per me- se devo dire a uno che ha degli svantaggi sociali, gli dico “socialmente svantaggiato” è un termine generico e può essere perché non è integrato nella società ma per qualsiasi tipo di problema non necessariamente di tipo fisico; anche un integralista islamico, nella società occidentale, è uno socialmente svantaggiato. Altro che!
Per come la vedo io, “diversabile” o “diversamente abile” indica proprio questo. Fa presupporre che ci siano PER DEFINIZIONE, A PRESCINDERE, degli svantaggi sociali, che quella persona “fa di tutto per superarli”. Invece, non è sempre così. Non è sempre che ci siano svantaggi sociali dati dalla disabilità fisica, perché dipende tutto da come quella persona si pone nei confronti della disabilità stessa. E non è neanche che tutte le persone disabili con svantaggi anche sociali, abbiano la volontà di superarli anzi a volte ce ne sono che di questi svantagi e del pietismo altrui, se ne approfittano.
Non parliamo poi del termine “portatore di handicap”, caspita, pare quasi che uno se lo porti sulle spalle stile croce di Cristo, fardello. Che schifo.
E’ + corretto dire persona disabile. Non “i disabili” ma “le persone disabili”
Caspita quanto meglio vanno gli inglesi che questi problemi di neologismi del cavolo non li hanno! Se uno non ci vede o ci vede male non gli si dice “il non vedente” “l’ipovedente” si dice blind a un cieco oppure visually impaired person (VIP) persona dalla vista compromessa. Né più né meno.
Così è e così dev’essere.
A me ’sti neologismi politici del paese italico fanno soltanto la nausea
Sono d’accordo che uno possa dirmi “i problemi sono ben altri, non state a perder tempo con le parole” sì ma appunto. Chi perde tempo con le parole non sono io che certi neologismi non li sopporto, ma chi PERDE TEMPO a crearli, perché non è spendendo miliardi per cambiare la dicitura da “disabile” a “diversabile”(come se servisse poi, a cambiar la realtà dei fatti!) Quei miliardi sarebbe meglio spenderli in qualche semaforo acustico in più, in serrate campagne di sensibilizzazione per far accettare i cani guida nei luoghi pubblici, nei maggiori controlli per le strade multando chi lascia le macchine messe… diversamente in ordine…(ovvero in disordine!) io sono stanca di farmi prendere per il naso per non dir da qualche altra parte + bassa, da chi non vive la disabilità in prima persona e si fa paladino della mia sensibilità quando ho bisogno di tutto tranne che di quello.
grazie.
PS leggete su http://bradipo-tales.blogspot.com c’è un articolo + esplicativo “diversamente abili diversamente razzisti” io ho solo detto la mia
novembre 12th, 2008 alle 15:03
Ciao Talksina!
come va? Mi ero dimenticato di segnalarti un sito molto bello, che tratta di lavoratori precari. Indovina come si chiama?
DIVERSAMENTE OCCUPATI!
http://www.diversamenteoccupati.it/